Se la gdo italiana piange, quella tedesca non ride
La politica internazionale della Germania farebbe pensare che il Paese sia ben saldo sulle proprie gambe. Tuttavia non e' cosi'. L'indice di fiducia degli imprenditori sta cadendo a picco e, dopo il default del re del drug Schlecker, attivo anche in Italia con 295 punti di vendita, entrano nell'occhio del ciclone il leader delle vendite a distanza Neckermann e i grandi magazzini Karstadt, che gia' nel 2010 erano stati salvati in corner, con un'iniezione da 160 milioni, dal magnate-filantropo Nicolas Berguggen.
Se Greci, Italiani e Spagnoli piangono, i Tedeschi, a dispetto di una politica internazionale che farebbe pensare il contrario, non ridono di sicuro. L'indice ZEW sulla fiducia delle imprese, a luglio, è caduto a -19,6, dopo il -16,9 di giugno, segnando il terzo ribasso consecutivo. Frena anche il dato riferito al giudizio delle imprese sullo stato dell'economia: da +33,2 a +21,2.
Due casi recentissimi hanno scosso il mondo germanico della distribuzione. Uno riguarda l’on line. Neckermann, grande protagonista nelle vendite a distanza di prodotti non food, pure attrezzato con un imponente arsenale di siti con un altissimo livello di efficienza e usabilità, per giunta localizzati a seconda delle varie nazioni – Austria, Svizzera, Paesi Bassi, Belgio, Repubblica Ceca, Russia e via citando –, ha dovuto consegnare i bilanci nelle mani del Tribunale di Francoforte per insolvenza.
Il gruppo, già in aprile, aveva annunciato un drastico taglio dei costi del personale, che sarebbe dovuto passare da 2.400 a poco più di 1.000 dipendenti - un piano ancora in discussione con i sindacati -, la liquidazione della consociata specializzata nell’abbigliamento, la chiusura della sede centrale di Francoforte. La forte guerra di prezzo scatenata dai principali competitor – Otto, Quelle, Metro discount – ha condotto a una situazione disperata, tanto disperata che l’azionista di controllo, il fondo americano Sun Capital Partners, ha deciso di non procedere neanche a una ricapitalizzazione.
Dal mondo virtuale a quello reale. La catena di grandi magazzini Karstadt, con sede a Francoforte, ha confessato alla stampa internazionale e nazionale, un progetto veramente draconiano di tagli che prevede innanzitutto, entro il 2014, l’eliminazione di 2.000 posti di lavoro su un totale di 24.400, una misura già da tempo annunciata. “Il provvedimento è tragico, ma necessario – ha dichiarato il direttore generale Andrew Jennings -. Karstadt deve razionalizzare il proprio assetto per restare competitivo e per fare tutti i passi necessari per garantirsi un successo nel lungo termine”.
Già nel 2010 l’insegna aveva rasentato la bancarotta, ma era stata salvata dall’investitore-filantropo Nicolas Berggruen, 51 anni e una doppia cittadinanza tedesca e americana, con l’iniezione di 160 milioni di euro, somma che ha consentito la ristrutturazione di 63 punti di vendita su un totale di 80.
19 - Luglio - 2012