
L’innovazione di prodotto è un elemento fondamentale per mantenere sempre attuale il legame tra il prodotto e gli italiani attraverso un’offerta sempre in grado di rispondere all’evolversi dei bisogni e dei desideri delle persone in campo alimentare. «Se è vero, infatti, che la pasta è un alimento radicato nelle abitudini di consumo e quindi oggi, come ieri, i formati di pasta preferiti sono quelli più classici, è altrettanto vero che negli ultimi anni, la richiesta di una crescente varietà si è tradotta in un interesse verso nuove tipologie in grado di soddisfare specifici bisogni delle persone – viene messo in evidenza dal marketing Barilla – I principali trend includono da un lato l’attenzione alla cura del sé. Da qui il successo della nostra linea Barilla Integrali, una pasta ricca in fibre e capace, grazie alla tecnologia produttiva brevettata, di garantire benessere e gusto in infinte ricette. Dall’altro la ricerca del piacere della convivialità. A metà del 2010 abbiamo lanciato una serie di innovazioni nella linea Piccolini, come le paste Piccolini alle Verdure e i Fagottini, o i sughi Piccolini con minimo 94% di verdure. Un modo per riunire le famiglie a tavola abituando i bambini a mangiare le verdure, anche in forme diverse». «Pur rimanendo fortemente legati ai prodotti della tradizione, l’introduzione di nuove referenze ci permette di soddisfare prontamente le esigenze sempre più ricercate dei nostri consumatori – sottolinea la direzione marketing di Mutti, leader nel mercato delle conserve rosse – Innovare fa infatti parte della tradizione di Mutti. Solo per fare due esempi storici: nel 1951 abbiamo introdotto il Concentrato in Tubetto e nel 1971 la Polpa di pomodoro in finissimi pezzi. La più recente novità di prodotto è la Salsa Pronta di pomodori Datterini, una varietà di pomodoro che conferisce alla Salsa un sapore particolarmente aromatico e gradevolmente dolce». Ma innovare significa anche guardare al futuro del pianeta con una produzione sostenibile. Per questo Mutti ha intrapreso un percorso che, nel 1999, l’ha portata a essere la prima azienda ad ottenere il marchio di "Produzione Integrata Certificata"; ha poi ottenuto la certificazione di “NON OGM” e dal 2011 collabora con il WWF e il Dipartimento di Agraria dell’Università della Tuscia per ridurre sensibilmente il proprio Water & Carbon Footprint.