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Aggiornato al: 21 Luglio 2019 20:49
Finanza
Apofruit dà buoni frutti
Dal 4 all’8 giugno si sono svolte le Assemblee di area dei soci di Apofruit Italia per l’approvazione del bilancio 2012 e per la presentazione del listino di liquidazione dei prodotti invernali.

Il conferimento 2012, che rappresenta il 93% dei volumi trattati dalla cooperativa, è stato pari a 198.482 tonnellate di prodotti ortofrutticoli (-9% sul 2011) conferiti dai 3.400 soci produttori sparsi in diverse regioni italiane. Il totale dei ricavi è arrivato a 204,9 milioni di euro (+10,6% sul 2011) e la gestione evidenzia un utile netto di 450.000 euro (erano 180.000 nel 2011).

A livello consolidato – la cooperativa controlla Mediterraneo Group Spa consortile, Canova srl e Vivitoscano srl – il valore della produzione ha raggiunto i 245 milioni di euro (erano 223 nel 2011) con un utile netto di 511.000 euro. Il patrimonio netto del gruppo ha raggiunto 103,9 milioni di euro, a riconferma di una grande solidità.

Per quanto riguarda la liquidazione della frutta invernale, dopo un 2011 decisamente negativo, i risultati per i produttori appaiono buoni. Il conferimento dei prodotti è sceso dalle 87.534 tonnellate del 2011 alle 71.541 del 2012 (-18%), ma l’importo liquidato ai produttori è salito da 22,7 milioni a 31,3 milioni di euro (+38% sul 2011) a dimostrazione di un andamento positivo che ha interessato quasi tutte le specie invernali. Tra tutte spiccano i kiwi (la liquidazione media della prima categoria oscilla tra i 60 e 62 centesimi di euro a seconda delle aree produttive), le pere Abate Fetel (media della prima categoria 83 centesimi) e le mele Pink Lady (media della prima categoria 76 centesimi). Positivo anche l’andamento di patate e cipolle.

«Pur rimanendo attuali gran parte dei problemi del settore – evidenzia Mirco Zanotti, presidente di Apofruit – resi ancor più accentuati dalla prolungata fase di recessione economica, ci porta a considerazioni incoraggianti il fatto di poter liquidare a prezzi soddisfacenti la frutta invernale dei nostri soci. Ciò è dovuto ad un andamento di mercato più favorevole, alle quantità di frutta invernale più scarse, ma anche a una buona gestione della cooperativa».

«Le basi della nostra strategia di questi anni – gli fa eco Renzo Piraccini, direttore generale - sono state: innovazione, efficienza gestionale e solidità patrimoniale. Vogliamo continuare su questa strada incrementando ulteriormente la politica di marca (Almaverde Bio e Solarelli sono i due brand su cui s’incentrano le iniziative più note, ma il gruppo è impegnato anche su Selenella, Pink Lady, Modi e Made in Blu) e l’export, che dovrebbe arrivare in pochi anni dall’attuale 31% dei nostri ricavi al 40%. In particolare puntiamo sull’oltremare soprattutto con kiwi e mele che, insieme a susine e uva senza semi, saranno alla base della nostra strategia di sviluppo su questi mercati».
18 Giugno 2013
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