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Aggiornato al: 23 Agosto 2019 14:33
Imprese
Costo del lavoro nel retail: la rivoluzione Sefitalia Job

Si è conclusa con successo e grande partecipazione la tavola rotonda “Costo del lavoro nel retail. La rivoluzione Sefitalia Job”, organizzata da Sefitalia in collaborazione con Distribuzione Moderna presso l’Hotel Principe di Savoia di Milano.

La sessione si è aperta con una breve introduzione di Armando Brescia di Distribuzione Moderna, moderatore del meeting, circa il ruolo del costo del lavoro, un tema molto delicato di grandissima attualità e uno dei fattori critici di successo che interessa il mondo del retail ma non solo. L’oggetto della discussione è stata la presentazione di una novità che è stata siglata qualche mese fa e che dovrebbe rappresentare una rivoluzione nel costo del lavoro nel retail.

La parola è passata poi a Sandro Bua, fondatore di Sefitalia Job, che partendo dal quadro generale del mercato del lavoro in Italia, ha messo in evidenza come Sefitalia Job sia in grado di fornire una risposta alla crescente richiesta di flessibilità. «Abbiamo scelto di applicare il contratto del commercio nel settore degli appalti e dei servizi, dove di solito non viene usato. Vogliamo presentarvi una direzione che dovremmo prendere tutti. Per portare questo approccio abbiamo cercato di coinvolgere alcune associazioni di categoria, associazioni sindacali, operatori della Gdo, Ministero del Lavoro, giuslavoristi e agenzie per il lavoro e siamo arrivati ad assumere 2.000 persone negli ultimi 3 anni e ci siamo impegnati con le associazioni sindacali ad assumere altre 1.800 persone nel prossimo triennio. Dobbiamo assumere diversamente: l’intento è dare lavoro a chi non ce l’ha, garantire continuità di occupazione, aiutare classi svantaggiate, promuovere il concetto di flessibilità, farci aiutare anche dalle agenzie per il lavoro, migliorare le attività di gestione degli appalti uniformando i contratti».

Donato Menichella, Founder Menichella&Partners e responsabile relazioni industriali Sefitalia Network, è entrato nel merito del nuovo contratto. L’analisi realizzata da Sefitalia Job ha comportato una scelta in controtendenza rispetto alle dinamiche di mercato degli appalti dei servizi: Sefitalia job per operare nell’ambito degli appalti di servizio nel settore distribuzione non ha scelto di applicare i contratti più disparati o quelli che vengono definiti collaterali, ma ha optato per il contratto collettivo del commercio. «Abbiamo fatto questa scelta specifica - spiega Donato Menichella - e ci siamo recati dagli organi sindacali presentando l’obiettivo e il progetto aziendale, si è innescata una dinamica di negoziazione e all’interno di questo confronto, nel rispetto delle reciproche funzioni, si è pervenuti ad una sintesi: Sefitalia Job. Non è un contratto in deroga, ma un contratto aziendale che regolamenta sull'intero territorio nazionale tutti i rapporti di lavoro che vengono avviati e instaurati all’interno di Sefitalia Job. Invece di utilizzare un contratto su cui potessero sorgere dei dubbi sulla legittimità, si è scelto di applicare il CCNL del commercio e sviluppare un’applicazione tagliata sulle esigenze del mondo dei servizi, che si basa su: razionalizzazione del costo del lavoro, forme di efficientamento della flessibilità lavorativa e strumenti deflattivi di quello che può essere il contenzioso».

Luca Failla, giuslavorista e founder di Lablaw, ha sottolineato l’importanza della sperimentazione e dell’innovazione da parte delle aziende anche nel settore del diritto del lavoro. Nonostante permanga un atteggiamento negativo relativo al mondo del lavoro, possono essere trovare nuove soluzioni e questa idea di negoziare un contratto aziendale interessante ne è la prova. «Le aziende devono fare sperimentazione - sottolinea Failla -. Serve flessibilità per essere competitivi e Sefitalia non ha creato un contratto in deroga alla legge, ma un contratto che ha sfruttato gli spazi di manovra in termini di flessibilità, gestione e innovazione che lo stesso contratto collettivo nazionale del commercio lascia. Dietro a questa sfida c’è una grande spinta imprenditoriale, che è costata molta fatica ma che alla fine ha dato risultati concreti».

Spazio poi ai rappresentati della distribuzione con gli interventi di Cecilia Molinari, direttore risorse umane LVMH Italia Divisione Sephora, e Sabino Giorgi, direttore risorse umane Gruppo Gabrielli, che hanno affrontato il tema critico dei picchi di stagionalità. Per quanto riguarda Sephora, con 130 punti vendita distribuiti su tutto il territorio nazionale, i picchi riguardano il periodo novembre-dicembre dove viene generato quasi un terzo del fatturato annuo ed è quindi un momento molto importante in cui è necessario rinforzare la forza vendita. Questa necessità viene gestita attraverso l’applicazione del contratto a tempo determinato con formazione specifica anticipata per il periodo natalizio. Gruppo Gabrielli, invece, azienda di Ascoli Piceno che opera nel Centro Italia (in particolare nelle Marche, in Umbria e Lazio) con supermercati con assortimento food e non food, di cui 200 store in franchising e 50 diretti, impiega 1.800 dipendenti diretti più una parte stagionale soprattutto d’estate. Il picco del periodo estivo è particolarmente significativo per il Gruppo perché i punti vendita più grandi gravano sulla costa adriatica da Ancona fino a Termoli. «Prima del decreto dignità - dichiara Sabino Giorgi - operavamo in maniera molto classica con una serie di persone che, in modo abbastanza ricorrente nell’ambito dei 36 mesi previsti dalla legge, lavoravano per un lasso di tempo anche di 3 mesi per un certo numero di anni nel periodo estivo. Dopo il decreto dignità la prospettiva è cambiata perché non è più possibile assumere un collaboratore più volte con un contratto a termine di 3-4 mesi. Per questo abbiamo deciso di lanciare il progetto Jolly: una formazione interna ai dipendenti nei mesi invernali per distribuire professionalità specifiche dei diversi reparti per affrontare così le necessità aggiuntive con queste persone e ricorrere alle assunzioni a tempo determinato tramite agenzie per il lavoro solo per le necessità residuali e per le figure meno specialistiche (casse, rifornimento notturno, ecc.).

Maurizio Canessa, infine, retail division manager di Gi Group si è interrogato sulla difficoltà di definire il concetto di stagionalità nel commercio poiché la stagionalità sul territorio italiano è ogni volta diversa. Oggi il settore delle agenzie per il lavoro ha innovato molto e lo staff listing rappresenta uno strumento che permette alle Apl di fornire istruzione, formazione, ricollocazione presso “n” utilizzatori fino a quando si trova la possibilità di sottoscrivere un contratto a tempo indeterminato e intervallare eventuali buchi di mansioni lavorative.

Innovazione, sperimentazione, serietà, spinta imprenditoriale sono gli aspetti su cui le aziende oggi dovrebbero puntare per portare un cambiamento concreto nel settore della gestione del lavoro. Il contratto di Sefitalia Job, in vigore dal 1° dicembre 2018 e sottoscritto da Fisascat Cisl con Sefitalia, è un esempio per le altre realtà italiane e una prova concreta di come sia possibile effettuare una rivoluzione anche nell'ambito del costo del lavoro nel retail.

25 Giugno 2019
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