Aggiornato al:
22 Ottobre 2014
| 17:30 |
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primo piano intervista








































Approvata infine dal Parlamento, con la benedizione del Governo, in seno alla legge comunitaria (art. 17) la norma che innalza dal 12 al 20% il livello di succo di frutta in alcune bibite, in particolare le aranciate. La precedente soglia però rispecchiava – e spesso superava – le medie europee. Tant’è vero che, a livello istituzionale, c’era stata, 7 mesi fa, una solenne bocciatura.








Oggi, con gli strumenti messi a disposizione dai principali produttori, i mezzi per rimanere al passo con i tempi sono molteplici. A cominciare dalla rivoluzione già in atto dei cosiddetti “big data”, una mole di informazioni a disposizione delle aziende, anche di quelle della grande distribuzione, che possono aiutare, se interpretati nella maniera corretta, a fornire al consumatore offerte mirate in base alle proprie preferenze, aumentando in questo modo le opportunità di acquisto.





Roberto Ravazzoni (Professore Ordinario di "Marketing e Reti" presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione e dell'Economia dell’Università di Modena e Reggio), Paolo Fregosi (Responsabile Relazioni Esterne di 
GS1 Italy – Indicod Ecr), Massimo Boraso (CEO & Strategic planner dell’agenzia Boraso.com) e Armando Brescia (Direttore di Distribuzione Moderna).




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