di Emanuele Scarci

L’ultimo Job day di Iperal si è svolto lo scorso 4 luglio per il nuovo pdv di Cassano d’Adda. Il 18 luglio aprirà il pdv di Azzano San Paolo, in provincia di Bergamo, ma soprattutto è imminente, in agosto, l’avvio delle attività di logistica del fresco nel centro distribuzione di Giussano e, per gennaio 2025, il completamento e il via dei reparti produttivi sempre del fresco. Un passaggio fondamentale dopo che lo sviluppo della rete vendita degli ultimi anni ha spinto alla saturazione il Cedi valtellinese di Andalo. Il nuovo hub supporterà la crescita programmata di Iperal nelle otto province lombarde in cui la società è già operativa con 54 pdv (di cui 8 in Valtellina), per lo più supermercati.

2023 dorato
In un anno segnato dal calo dei volumi e dall’erosione del reddito delle famiglie, Iperal ha aumentato i ricavi del 17% a 1,4 miliardi di euro, l’utile operativo è balzato di quasi il 40% a 109,5 milioni (dal 6,5% al 7,8% del fatturato) e l’utile netto è passato da 57 a 83 milioni (il 5,9% dei ricavi), dopo ammortamenti e svalutazioni per 25 milioni e imposte per 30 milioni. L’incidenza del costo del lavoro è calata dall’8,6% all’8,1% dei ricavi. La piccola Esselunga di Antonio Tirelli dispone di 77 milioni di liquidità e ha accumulato un patrimonio netto di circa 300 milioni.
E nel 2024? Iperal continuerà nella strategia delle nuove aperture a piccoli passi. Nel secondo semestre prevede di inaugurare due nuovi punti vendita nelle province di Milano e Bergamo. L’apertura di marzo di Dongo ha sostituito il pdv di Gravedona.
Iperal partecipa alla supercentrale Agorà network, che comprende Sogegross, Poli, Tigros e Rossetto.

La catena societaria
Nell’organigramma societario, Iperal Supermercati fa capo a Evolution e, a sua volta, alla milanese Retail Evolution Holding.
La subholding Evolution ha il compito di sviluppare l’immobiliare e manutenere i pdv, fra cui la costruzione dei recenti fabbricati di Fara Gera d’Adda (Bergamo), Lesmo, Varedo e Vedano (Monza).
Inoltre ha acquisito nuove aree a destinazione commerciale nelle province di Bergamo, Brescia, Monza Brianza e Milano. Infatti in un anno il valore di terreni, fabbricati e immobilizzazioni in corso è schizzata da 16 a 45 milioni.

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